postato da rivoltoso alle ore 07:46 martedì, 20 maggio 2008
“Sbarcavano a Ellis Island, poveri, mal vestiti, spauriti e timidi, anche se pronti a tutto, e venivano apostrofati a uno a uno da un ispettore doganale che gli chiedeva: «What’s your name?». L’emigrante rispondeva: «Nunn’o caputo», e l’ispettore scriveva: «Nino Caputo. Next». Al prossimo (next), stessa domanda: «What’s your name?». [...] Il sopruso anagrafico non li impensieriva. Anche lì, anzi, trovavano una speranza. Era un ricominciare daccapo”
[Robert T.Taylor, Americana, n. 7/8 - 1997].