Hommes rèvoltè
Utente: rivoltoso
Un blog di uomini in rivolta o di uomini rivoltanti, fate voi


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Legge 07/03/2001 n. 62 Ehi tu! Si, tu! Penserai mica che queste minchiate siano un prodotto editoriale, vero? Ah,mi pigli per scemo,eh? Pensi che non mi bastino 21 giorni di arresti domiciliari che mi sono fatto per aver scritto sul mio vecchio blog,eh? Controlla per benino, e scoprirai che questo blog viene aggiornato senza alcuna periodicità. Se non sapevi che, privo di questo requisito, un blog non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7/3/2001, informati meglio! Comunque,le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, l'autore suddetto me lo dica,che le rimuovo subito(non ho intenzione di pagare un euro). Si avvisano altresì gli utenti(soprattutto ragazze borderline particolarmente permalose e dalla denuncia facile e menzognera) che qualunque messaggio ritenuto eccessivamente volgare e/o offensivo nei confronti di altri utenti o del tenutario sarà insindacabilmente cancellato.
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hommerevolte@hotmail.it (da usare esclusivamente per organizzare incontri sessuali o fight clubs)
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postato da rivoltoso alle ore 22:16
mercoledì, 31 ottobre 2007

"Ex" pornostar
Uno le chiede una foto, ma Cicciolina è imperturbabile: «Solo se compri il mio libro»



R
oma, giovedì 25 ottobre. Libreria Mel Book Store. Presentazione del libro Per amore e per forza».L’autobiografia di Cicciolina (Mondadori) di Ilona Staller. Ne parla, insieme all'autrice, la giornalista Silvia Sitari. Arrivo alle 18,24 e sento la voce di Cicciolina lamentarsi. A un fotografo dice: «Facciamo da intera, perché seduta non è la stessa». Parla della sua figura che immortalata da in piedi è una cosa mentre da seduta, evidentemente, un'altra.
Una signora con i capelli da cocker inglese dribbla infastidita i flash con in mano un libro sull'espressionismo tedesco. Un ometto basso vagamente stempiato, in completo scuro, auricolare del telefono infilato nell'orecchia destra e cimice dei carabinieri all'occhiello della giacca blocca Cicciolina: vuole una foto con lei. Ma lei dice: «Io non mi faccio fotografare in coppia, poi finisce che trovo certe mie fotografie su internet».
(Ilona Staller in arte Cicciolina - Foto U.Pizzi)

C
icciolina si preoccupa della sua immagine. Alle 18,33 siamo in sedici. Silvia Sitari rassicura se stessa, il pubblico e l'autrice: «Il libro di Ilona Staller l'ho già letto» e un ragazzo davanti a me si alza in piedi, afferra una macchina fotografica digitale e zooma direttamente sulla scollatura dell'ex pornostar.
Sono le 18,36 e ora siamo ventotto. Silvia Sitari continua a dare le coordinate biografiche della Staller, precisissima: «Oggi Ilona è mamma. (Pausa). Da quindici anni». Poi, sorprendendo tutti: «Il libro di Ilona finisce con le sue conclusioni». Infine, trovando lo scoop: «Ilona ha una parte di sé che non è mai stata toccata». E in effetti Cicciolina è molto affascinata dall'interiorità al punto che alle 18,41 afferma: «Per me è molto più importante essere bella dentro che esternamente». Il pubblico continua a scattare fotografie anche quando Cicciolina tocca temi elevati come la questione del tempo e della fede. Sul tempo: «Io credo che per ognuno di noi c'è un presente, un passato e un futuro». Sulla fede: «Io credo che dobbiamo credere in qualcosa, in qualcosa che dobbiamo crederci».
Alle 19,19 è il momento degli autografi. Un signore si avvicina e le dice: «Sei molto bella, assomigli a mia sorella». Un altro le chiede una foto, ma Cicciolina è imperturbabile: «Solo se compri il mio libro». «Allora mettimi una firma su una cartolina» è la risposta. Sono le 19,27 (presente). Si va a casa (futuro). Cicciolina saluta (passato).
Edoardo Camurri per il “Domenicale” de “Il Sole 24 Ore”
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postato da rivoltoso alle ore 17:45
domenica, 28 ottobre 2007

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postato da rivoltoso alle ore 18:54
sabato, 27 ottobre 2007

A Firenze possiamo andare anche per cercare di contattare Laura Panerai.
Ho un mazzo di euro per la bisogna


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postato da rivoltoso alle ore 13:31
sabato, 27 ottobre 2007

Vade Retro
Io vado(non foss'altro per il titolo geniale) prossimamente,chi viene?

VADE RETRO - Arte e Omosessualità da Von Gloeden a Pierre & Gilles

Firenze, Palazzina Reale, piazza Adua 50 | dal 27 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008
Orario: da martedì a giovedì dalle 14.00 alle 22.00; venerdì, dalle 14.00 alle 24.00; sabato e domenica, dalle 11.00 alle 22.00; lunedì chiuso
Biglietti: intero 7 euro, ridotto 5 euro
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postato da rivoltoso alle ore 21:39
venerdì, 26 ottobre 2007

Ultimamente non scrivo nulla.
E' che non ho messaggi positivi da lasciarvi.
Vanno bene lo stesso due messaggi negativi?
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postato da TheJenks alle ore 16:01
sabato, 20 ottobre 2007

«Registro per blog e siti internet»

Spunta un ddl con i limiti. Prc, Rnp e Verdi contro, rivolta nel web. Grillo: no al bavaglio governativo

MILANO — «Non finiscono mai di provarci — scrive Valentino Spataro, su civile.it —. Potessero, chiederebbero la carta d'identità a chiunque parli in pubblico». E Paolo De Andreis, su «Punto informatico»: «Questo disegno di legge è un errore macroscopico, frutto di ostinata ignoranza. Ma nessuno glielo contesterà». Sbagliava, almeno su questo punto, perché a difendere i diritti di Internet è scesa in campo la corazzata dei blog, Beppe Grillo. Con un post dei suoi, lapidario e apocalittico, che denuncia «il bavaglio dell'informazione» e annuncia «la fine della rete», nonché un suo eventuale trasloco «in uno Stato democratico».

A difendere il provvedimento sull'editoria licenziato in sordina il 12 ottobre dal Consiglio dei ministri, è dovuto intervenire Ricardo Franco Levi. Che ha scritto a Grillo: «Non vogliamo tappare la bocca di nessuno». Ma, viste le reazioni, difficilmente il Parlamento varerà la legge così com'è. La temuta museruola sarebbe occultata nell'articolo 7 del ddl, che prevede l'iscrizione al Roc, registro degli operatori di comunicazione, per chi svolge «attività editoriale su Internet ». Cioè (art. 5) ogni attività di «realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali... anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative». Quanto basta per infiammare la blogosfera. Si potrebbe obiettare che la registrazione è una formalità burocratica — fastidiosa quanto si vuole — ma ininfluente. Se non fosse che l'iscrizione «rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sui reati a mezzo stampa». Nel senso che blog e siti dovrebbero avere un editore e un direttore responsabile che risponderebbero di diffamazione a mezzo stampa (quindi aggravata). Di qui, secondo Grillo, «il rischio galera», perché i blogger risponderebbero per «omesso controllo» anche dei commenti. Franco Levi prova a rassicurare: «Vogliamo solo regolamentare il settore».

Quanto all'obbligo di registrazione, «non pensiamo al ragazzo che fa un proprio sito o blog», ma a «un vero e proprio prodotto editoriale ». Levi ammette che «la distinzione è sottile», ma appunto per questo sarà affidata al Garante per le comunicazioni. Il quale però, nella persona di Nicola D'Angelo, gela tutti: «Attenti o finirà che i blog si faranno dall'estero». Quanto alla responsabilità, spiega Levi, «le stesse regole che valgono per i giornali stampati devono valere per quelli online». Replica di Grillo: «È un perfetto paraculo prodiano». Antonio Di Pietro, fiutato il rischio impopolarità, si è precipitato a seguire le orme di Grillo. Scusandosi dal suo blog per non aver «intercettato» il disegno di legge, che pure ha firmato, e annunciando la sua contrarietà allo stesso, «a costo di mettere in discussione l'appoggio al governo». Altri stop arrivano da Verdi, Rifondazione e Rosa nel Pugno. Tra i blogger lo sconcerto e la rabbia montano e scatta perfino una petizione con 600 firme in un giorno. Massimo Mantellini ( Manteblog) parla dell'Italia come di «una landa tecnologicamente depressa». E Giuseppe Granieri, autore del libro «Blog generation » di «una norma inapplicabile e pericolosa che va contro la grammatica della rete, aperta alla libera interazione». Roberto D'Agostino ( Dagospia) è indignato: «Neanche in Cina c'è una legge così. Questo è un Paese dove i giornalisti possono finire ancora in galera per diffamazione. Io ho ricevuto decine di querele per diffamazione e vengo già equiparato a un editore». Luca Sofri ( Wittgenstein): «Diffido dagli eccessivi allarmismi di chi vede i blogger in galera, ma queste regole rigide sono una sciocchezza. I reati devono essere puniti ovunque siano commessi, in strada, sui giornali o sui blog. Detto questo, già ora non c'è affatto licenza di diffamazione in rete».

Alessandro Trocino
20 ottobre 2007

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postato da rivoltoso alle ore 11:17
giovedì, 18 ottobre 2007

Nirvana,in Utero?
“Se un bambino dovesse avere intelletto già nel ventre materno, quanto soffrirebbe di questa reclusione […] Non esiste carcere più stretto, più buio e umido, più inospitale e orrendo, di quello in cui ciascun bambino è costretto per nove mesi”
(Vita di Gesù, 1677).
Martino di Cochem, padre cappuccino vissuto tra il 1634 e il 1732
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postato da rivoltoso alle ore 11:00
giovedì, 18 ottobre 2007

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postato da Schatzycri alle ore 12:57
mercoledì, 17 ottobre 2007

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/james-watson/james-watson/james-watson.html

le famose BASI SCIENTIFICHE per cui dare del(la) negro(a) a qualcuno(a) alludendo alla sua stupidità (sei stupido/a come un/a negro/a) non è più sbagliato....il vecchio watson, eroe delle mia infanzia...

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postato da TheJenks alle ore 14:23
venerdì, 12 ottobre 2007

RADIOHEAD

I N   R A I N B O W S
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