Hommes rèvoltè
Utente: rivoltoso
Un blog di uomini in rivolta o di uomini rivoltanti, fate voi


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Legge 07/03/2001 n. 62 Ehi tu! Si, tu! Penserai mica che queste minchiate siano un prodotto editoriale, vero? Ah,mi pigli per scemo,eh? Pensi che non mi bastino 21 giorni di arresti domiciliari che mi sono fatto per aver scritto sul mio vecchio blog,eh? Controlla per benino, e scoprirai che questo blog viene aggiornato senza alcuna periodicità. Se non sapevi che, privo di questo requisito, un blog non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7/3/2001, informati meglio! Comunque,le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, l'autore suddetto me lo dica,che le rimuovo subito(non ho intenzione di pagare un euro). Si avvisano altresì gli utenti(soprattutto ragazze borderline particolarmente permalose e dalla denuncia facile e menzognera) che qualunque messaggio ritenuto eccessivamente volgare e/o offensivo nei confronti di altri utenti o del tenutario sarà insindacabilmente cancellato.
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hommerevolte@hotmail.it (da usare esclusivamente per organizzare incontri sessuali o fight clubs)
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postato da rivoltoso alle ore 11:43
sabato, 30 giugno 2007

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postato da rivoltoso alle ore 11:18
sabato, 30 giugno 2007

Preservativi del cazzo

In Francia, in America, in Inghilterra, perfino in un paese sfigato come la Bulgaria, persone adulte di qualunque sesso desiderino rapporti sessuali tra loro usano presentarsi reciprocamente analisi mediche recenti che ne attestino l'assenza di HIV, epatiti e consimili.
Sarà poco romantico...ma in Italia stiamo ancora propagandando i rapporti sessuali pneumatici à la Tronchetti Provera, che raddoppiano i profitti della Durex ma dimezzano il piacere degli amanti.
In Inghilterra il consultorio ti da (gratis, la vituperata NHS) una password con la quale il/la partner può chiamare per accertarsi che tu sia sana/o, col rispetto della privacy perché è una password che tu dai eventualmente solo ai tuoi potenziali partner - non è nome cognome indirizzo - i quali non se ne possono fare alcunché tranne godere.
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postato da rivoltoso alle ore 10:54
sabato, 30 giugno 2007

Ma come avranno fatto a capirlo. Bravi.

ROMA - Lee Harvey Oswald non poté uccidere Kennedy da solo: la conferma arriva dai test condotti nella fabbrica dove venne prodotta la presunta arma del delitto. Il fucile Carcano modello 91/38 matricola C2766 con il quale l'ex marine di 24 anni avrebbe assassinato il presidente Usa, esplodendo tre colpi in sette secondi - secondo la commissione Warren - vide infatti la luce nel 1940 in Italia, nella Regia fabbrica d'Armi di Terni. Grazie all'autorizzazione concessa dal Comando Logistico dell'Esercito italiano, l'Ansa ha potuto verificare a Terni che i fucili 91/38 hanno una velocità massima di tiro stimata in 5 secondi per colpo.

Anche un cretino che veda il filmato di Zapruder è in grado di capire quello che è successo:un killer che spara dalla collinetta, e cioè da davanti,oltre a un killer che tira da dietro.
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postato da rivoltoso alle ore 19:35
giovedì, 28 giugno 2007

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postato da rivoltoso alle ore 19:32
giovedì, 28 giugno 2007

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postato da rivoltoso alle ore 18:48
giovedì, 28 giugno 2007


LE DONNE DI FREUD, UNO PSICO-PORCO TRA LETTINO E LETTO – UN LIBRO RACCONTA LE PERVERSE AMMUCCHIATE TRA LUI E LE SUE AMICHE-PAZIENTI-AMANTI – LA PASSIONE PER LA “FEMME FATALE” LOU SALOMÉ, LA FIGLIA ANNA LESBICA, L’INVIDIA DEL PENE DI HELENE DEUTSCH…
“Sigmund Freud e le sue donne” racconta, una dietro l´altra, le vite delle donne che hanno contribuito alla nascita della psicoanalisi: fa impressione osservare quali legami ambigui si stringessero tra maestro e allieve. Più che legami, nodi…
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postato da rivoltoso alle ore 22:58
mercoledì, 27 giugno 2007


Ancora una volta il clero è al centro delle polemiche per gli abusi ai danni dei minori. Il Vaticano ha creato una task force per garantire l'impunità dei preti pederasti. Assumi il comando delle operazioni pretofile: consolida l'omertà, insabbia le indagini, contieni lo scandalo finchè l'attenzione mediatica non sarà calata.
Non lasciare che la giustizia secolare si intrometta negli affari della Chiesa!



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postato da rivoltoso alle ore 15:04
domenica, 24 giugno 2007

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postato da TheJenks alle ore 18:43
venerdì, 22 giugno 2007

"I video giochi non influenzano i bambini.
Voglio dire, se pac-man avesse influenzato la nostra generazione,
staremmo tutti saltando in sale scure,
masticando pillole magiche
e ascoltando musica elettronica ripetitiva"


(Kristian Wilson, Nintendo Inc, 1989.)




Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l'ecstasy...
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postato da TheJenks alle ore 11:43
venerdì, 22 giugno 2007

Giro di vite dei controlli nei tradizionali coffee-shop olandesi
Da settembre un sistema di sicurezza schederà gli acquirenti

Maastricht, impronte e carta d'identità
Un Grande Fratello per i fumatori di cannabis

I gestori: "Costretti dalle legge a farlo. Ma lo consideriamo
una violazione della privacy dei nostri clienti e ci dispiace"


<B>Maastricht, impronte e carta d'identità<br>Un Grande Fratello per i fumatori di cannabis</B>
MAASTRICHT - Bisognerà favorire i documenti di identità - che saranno passati allo scanner - lasciare le impronte digitali e cercare di sorridere alla fotocamera che immortalerà la faccia: da settembre i dati di tutti gli acquirenti di hashish e marijuana saranno regolarmente raccolti e registrati dai coffee-shop autorizzati nella città olandese di Maastricht. Questo per evitare di vendere gli stupefacenti a minorenni e di oltrepassare comunque la soglia consentita dei 5 grammi.

"Una misura che deve servire soltanto ad assicurare che le nostre regole tolleranti siano rispettate da tutti", precisa, non senza un certo disagio, Marc Josemans, presidente dell'Union of Maastricht's Coffee Shops. "Altre città vicine alla frontiera dovranno seguire il nostro esempio, Rotterdam per esempio. Non è una misura che prendiamo volentieri, comunque".

E' dal 1976 che il governo nazionale ha depenalizzato la distribuzione e l'uso della cannabis nei tradizionali coffee-shop del Paese, che possono venderne fino a 5 grammi, ma solo a consumatori maggiorenni. Unico paese a praticare la tolleranza per le droghe leggere nel mondo occidentale, l'Olanda ha attirato fino ad oggi un milione e mezzo di visitatori all'anno nei suoi coffee-shop. Nella sola Maastricht, cittadina di confine vicina al Belgio, alla Germania e non lontana dalla Francia, arrivano giornalmente circa 4500 "turisti della canna". Un fenomeno che molti sindaci hanno tentato di contrastare con proposte che impedirebbero l'acquisto di cannabis a cittadini non olandesi. Ma finora non ci sono riusciti.

Il giro di vite, che da tre anni a questa parte è stato stretto intorno al commercio delle droghe leggere dal sindaco di Maastricht, Gerd Leers, sta però trasformando le abitudini dei consumatori, dei visitatori e anche la fisionomia della città: in poco tempo 11 coffee-shops hanno chiuso e ha alzato un polverone la proposta di trasferire parte dei restanti 15 negozi abilitati da uno dei viali principali del centro storico a una zona periferica, più vicina al confine.

"La necessità di verificare ogni giorno il rispetto delle regole ci obbliga a prendere queste misure - fanno sapere dall'associazione dei coffee shop - ma la consideriamo una violazione della privacy dei nostri clienti e ce ne dispiaciamo". E, in effetti, a molti il sistema sembra proprio funzionare come l'occhio del Grande Fratello. "Per la verità - precisa Joseman - ce ne vergognamo proprio. Ma non abbiamo scelta".

Dal 2002 quei negozi che violano le regole vengono chiusi per un periodo di 3 mesi alla prima infrazione, di 6 alla seconda e definitivamente alla terza. "Il punto è - spiega Joseman - che se ora un ragazzo di 17 anni entra in uno dei nostri negozi, ci fa vedere la carta d'identità di suo fratello maggiore che, guarda caso, gli somiglia, e poi viene trovato qui dalla polizia a fumare uno spinello, siamo noi a dover provare che è stato lui ad infrangere la legge".

Ecco che i coffee-shop hanno cominciato a investire sul sistema di sicurezza non pochi soldi e dal 1 agosto la macchina tecnica sarà varata proprio all'Easy Going di Marc Joseman, per poi essere introdotta in tutti gli altri, a partire da settembre. Ogni qual volta il cliente si presenterà all'ingresso del negozio dovrà fornire i dati richiesti e, se questi saranno riconosciuti dal sistema, l'accesso al locale sarà possibile.

(21 giugno 2007)
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