
Il matrimonio agli inizi dell'era cristiana era considerato impuro; per Ambrogio è un crimine contro Dio perché muta lo stato di verginità che Dio ha dato alla nascita; per Tertulliano è sporcizia, per Taziano corruzione. Per Agostino la sessualità è animalesca, non umana, e persino all'interno del matrimonio rimane un peccato, anche se veniale.
Il matrimonio cristiano è consistito per lunghi secoli in una benedizione davanti alla chiesa, a porte chiuse perché non fosse contaminata, il suo status attuale di sacramento lo ha ricevuto solo nella bolla di unione con gli Armeni del Concilio di Firenze del 1439, ed è una decisione che i protestanti hanno rigettato perché nei Vangeli non si ritrova né l'istituzione, né la sanzione da parte di Gesù Cristo dell'atto dello sposalizio (...) E dai romani i cristiani assunsero anche i simboli dell'unione tra gli sposi: il bacio e l'anello scambiati durante la cerimonia sono gesti antichi, menzionati nella legislazione del tardo impero.
