Hommes rèvoltè
Utente: rivoltoso
Un blog di uomini in rivolta o di uomini rivoltanti, fate voi


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Legge 07/03/2001 n. 62 Ehi tu! Si, tu! Penserai mica che queste minchiate siano un prodotto editoriale, vero? Ah,mi pigli per scemo,eh? Pensi che non mi bastino 21 giorni di arresti domiciliari che mi sono fatto per aver scritto sul mio vecchio blog,eh? Controlla per benino, e scoprirai che questo blog viene aggiornato senza alcuna periodicità. Se non sapevi che, privo di questo requisito, un blog non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7/3/2001, informati meglio! Comunque,le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, l'autore suddetto me lo dica,che le rimuovo subito(non ho intenzione di pagare un euro). Si avvisano altresì gli utenti(soprattutto ragazze borderline particolarmente permalose e dalla denuncia facile e menzognera) che qualunque messaggio ritenuto eccessivamente volgare e/o offensivo nei confronti di altri utenti o del tenutario sarà insindacabilmente cancellato.
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postato da rivoltoso alle ore 14:16
venerdì, 31 marzo 2006

Un impresario edile, contestando la reintroduzione della tassa di successione, ha chiesto a Romano Prodi se si deve «suicidare prima del 9 aprile» risposta del candidato "premier" «Sarò rapido, così chi vuole suicidarsi può cominciare a prepararsi...»
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postato da rivoltoso alle ore 18:07
giovedì, 30 marzo 2006

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postato da rivoltoso alle ore 18:02
giovedì, 30 marzo 2006

Altro che turarsi il naso.Per andare a votare Rosa nel Pugno(cioè:Prodi) devo chiappare una ciucca memorabile.
Quanto più si tassa, tanto meno si produce

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postato da rivoltoso alle ore 16:19
giovedì, 30 marzo 2006

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postato da rivoltoso alle ore 16:04
giovedì, 30 marzo 2006


COME VIVERE – E MALE – SENZA BERLUSCONI – DOVE LO TROVIAMO UN ALTRO CAPO DEL GOVERNO CHE SFORNA BATTUTE DEL TIPO: "ARAFAT MI HA CHIESTO DI DARGLI UNA TV PER LA STRISCIA DI GAZA. GLI MANDERÒ STRISCIA LA NOTIZIA"? – CINQUE ANNI DI MIRABOLANTI GAFFE…
Bolliture di bambini e impalamenti di adulti, indelicatezze protocollari e pretesi corteggiamenti hanno riempito per almeno un quinquennio l'immagine e in fondo la vita stessa dell'Italia e degli italiani.
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postato da rivoltoso alle ore 16:01
giovedì, 30 marzo 2006


VIENI AVANTI, BASSOLINO - LA REGIONE CAMPANIA OSCURA I SITI DELL’ARCIGAY, GAY.IT E DAGOSPIA – IL CORRIERE “MAGAZINE” SEGNALA L’’INTOPPO” E I SITI GAY SONO DI NUOVO ACCESSIBILI - E DAGOSPIA? CICCIA!....
Su un pc della Regione Campania digitando l’indirizzo di Dagospia. Risultato? Visione bloccata. Perché? I nudi sono scomparsi in Dagosex. Cosa preoccupa la Regione guidata da Bassolino?
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postato da rivoltoso alle ore 15:12
giovedì, 30 marzo 2006

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postato da rivoltoso alle ore 15:05
giovedì, 30 marzo 2006

Libertà e responsabilità
Il totalitarismo sirchiano a Calabaras
A Calabasas, non lontano da Los Angeles, è nata la prima smoke free city”. È la prima città in cui, a suon di ammende pesanti, è vietato fumare anche per le strade o nei giardini pubblici. Ci si può arrischiare a farlo chiudendosi in casa ed evitando che il fumo - chissà, uscito dalle fessure - possa arrivare nella proprietà altrui.
Il fatto è allarmante anche per chi non fuma da trentasette anni. Per secoli, la morale è stata qualcosa che ha riguardato i singoli. Sulla base di essa ci si regolava, ci si confessava e si giudicava il prossimo con cui si aveva da fare: ma per il resto era chiaro che ciascuno doveva pensare a se stesso e ci si poteva aspettare ben poco dagli altri. Forse qualche elemosina. Se si era fortunati, un po’ d’assistenza in un lazzaretto prima di morire. Nessuno avrebbe immaginato di giudicare negativamente il commerciante che si arricchiva o il potente che imponeva tributi. Era naturale che ciascuno facesse il proprio interesse. E nessuno avrebbe immaginato di pretendere da loro che si occupassero dei bisogni altrui.
Con l’avvento dello stato moderno si è avuto un totale ribaltamento di questa mentalità. Col Welfare State i cittadini vogliono essere protetti da ogni male. Dalle malattie, dalla disoccupazione, dalla droga e dai pericoli della strada. Ma anche dall’alcoolismo, dalla disonestà dei commercianti e dalla propria stessa imprudenza: basti pensare agli sportivi della montagna, che si mettono nei guai e devono essere salvati da apposite squadre, o a coloro che vanno a fare turismo in Yemen. Infine si aspettano di essere protetti dal rischio cancro costituito dalle sigarette. Lo Stato dovrebbe agire come una mamma che prima scrive sulla tavoletta di cioccolato che piace al figlioletto “ricordati che ti fa male al pancino”, poi addirittura la nasconde. La tendenza è quella ad una totale deresponsabilizzazione.

I genitori però, oltre che protettivi, sono repressivi. E a Calabasas sono arrivati alla conclusione che se le sigarette fanno male a tutti, a tutti devono essere vietate. I figli si amano tutti allo stesso modo, no? Certo, fra gli altri ci sono quelli che – empi! – si considerano adulti e preferiscono decidere da sé come vivere; quando avere caldo  e quando mettersi la maglia di lana. Ma costoro non hanno molte speranze. La società non ama i discoli. E poi i figli, anche se hanno cinquant’anni, sono sempre “i miei bambini”.
Non è lecito sorridere di questa pandemia californiana di “morale invadente” e di “protezione dei minorenni”.
Essa è allarmante perché gli europei da un lato passano il tempo a posare ad antiamericani, dall’altro sono proni alle mode statunitensi. Non c’è ubbia abbastanza stupida che non giunga da noi con vent’anni di ritardo, divenendo magari più virulenta. La contestazione ad esempio l’inventarono a Berkeley ma quando arrivò in Italia fece più guasti e durò molto più a lungo che in America o in Francia. Ancora oggi c’è gente che dice: “Io ho fatto il ‘68” come un tempo diceva: “Ad Austerlitz ho combattuto anch’io”.
La vita pubblica si avvia ad essere amministrata col metro delle beghine idealiste. Lo Stato, suprema realtà etica genitoriale, deve pensare a tutto. E gratis. Da tutti, e soprattutto dagli uomini pubblici, ci si aspetta onestà, dedizione, trasparenza e un livello etico più che gandhiano. Le armi non vanno usate neanche per difendersi e le guerre, se non si possono evitare, vanno combattute a colpi di cuscini. E infine lo Stato deve controllare l’alito dei cittadini, per accertarsi che non abbiano fumato.
Gianni Pardo
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postato da rivoltoso alle ore 14:57
giovedì, 30 marzo 2006

In un paese normale Prodi avrebbe già perso

Romano Prodi ridensIn un paese normale, durante una campagna elettorale normale, la confusione sul taglio del cuneo fiscale e il suo finanziamento tramite "armonizzazioni" fiscali sarebbe costato a Prodi l'elezione. E sarebbe stato giusto, perché la cialtroneria si paga. Non so chi sia, ma stringerei volentieri la mano al suo advisor elettorale. Senza che Berlusconi si esponesse a promettere "meno tasse per tutti", sono due settimane che i leader dell'Unione s'impegnano, con un certo successo, a dimostrare la fondatezza del teorema preferito del premier, cioè che la sinistra è garanzia di più tasse e più stato.
Ci sono volute due settimane per chiarire che l'aumento delle aliquote sarà solo per Bot e Cct di nuova emissione, ma così gli introiti saranno insufficienti a coprire il promesso taglio del cuneo fiscale. Anche sulla reintroduzione della tassa di successione, è sempre più chiaro quali siano questi grandi patrimoni e ricchi ereditieri di cui colpire l'"immorale" rendita: le famiglie che vivono in una casa di proprietà. Non ha importanza la cifra esatta, perché quelle che si sentono, da 180 mila a 500 mila euro, corrispondono sempre al valore di un'abitazione più o meno grande in città come Roma e Milano. Fossero anche 1 milione di euro, tra prima casa, casa di villeggiatura e qualche risparmio, vi sembrano questi i ricchi da colpire? A me sembra il classico ceto medio, quello che ormai vota anche a sinistra.
Le ultime fasi della campagna elettorale si giocheranno quindi sul tema più congeniale al centrodestra per il recupero del suo elettorato deluso e indeciso. Uno scivolone che rischia di rimanere nella storia delle campagne elettorali italiane al pari del famoso primo duello televisivo che sbarrò la strada a Nixon contro Kennedy negli Stati Uniti.
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